Rita Benzoni: ritratti mosaico

Tra le varie categorie artistiche, ce n’è una che conosciamo tutti dai tempi della scuola ma che ai giorni nostri spesso non ritroviamo più (o forse non ci facciamo caso): il mosaico.
L’arte dei quadratini colorati parte da molto lontano e troviamo riferimenti del suo uso in tutte i periodi storici, dal 3000 a.c. con le prime decorazioni a coni di argilla dalla base smaltata di diversi colori, fino alle più recenti opere di Gaudì a Barcellona (ricordate l’iguana all’ingresso di Park Guell?).

Sono sicuro che quest’ultimo riferimento ha illuminato la memoria di molti e all’improvviso in tanti si sono sicuramente ricordati che i mosaici fanno parte del nostro quotidiano più di quello che pensiamo.

Proviamo allora ad andare oltre e scoprire i ritratti mosaico di Rita Benzoni
Io l’ho incontrata a Loreo qualche tempo fa, dove ha anche il suo studio, in occasione di una collettiva di fotografia e pittura.
Quando mi sono trovato davanti ai suoi quadri non ho capito subito a cosa mi trovavo di fronte, ma è bastato pochissimo per realizzare che stavo guardando ammirato qualcosa a cui non ero abituato: ritratti mosaico.

Abbiamo tutti familiarità con immagini sullo schermo del nostro smartphone, oppure con tele di artisti in musei, con acquerelli, con fotografie, con libri d’arte, con calendari magari, ma quanti di voi si sono trovati ad osservare dei ritratti mosaico.

Nel guardare per un po’ quei ritratti mi sono sentito davvero piccolo e impreparato, addirittura un ladro di tempo per immortalare paesaggi e soggetti con un click, mentre lei ci mette mesi a realizzare un’opera.

Un mosaico non è un puzzle
Qui non si tratta di colorare un disegno, si tratta di scegliere i materiali, le linee, i pezzettini per dare le sfumature che l’occhio richiede per trovare familiarità nelle immagini.
Il mosaico non è un gioco in scatola dove i pezzi si incastrano grazie ad un disegno predefinito, il mosaico va creato da zero e fa davvero specie vedere immagini famose ricreate manualmente che trasmettono comunque le stesse emozioni di una stampa, pur essendo state ricomposte frammento per frammento.

Un tempo dilatato nell’eternità
Nei minuti che sono riuscito a condividere con Rita, ho percepito tutta la calma e intensità che riesce a mettere in quello che fa, mi ha spiegato di come nascono i mosaici, di come lavora i materiali, di come insegna a farlo nei suoi corsi.
Se penso alle sfumature dei suoi mosaici, se guardo le foto, se osservo le ombre e le luci ricreate, mi sembra quasi di capire cosa avviene nella testa di un grande artista che cerca di materializzare un’idea.


Dopo averla contattata per farmi aiutare nei dettagli da inserire per descrivere il suo lavoro, ha semplicemente aggiunto questo:
“I ritratti sono realizzati tutti con tessere in marmo, tagliate una ad una a mano. Sintetizzando moltissimo, in ogni soggetto ho cercato il lato interiore da raccontare, quindi il delirio umano del Colonnello Kurtz nell’interpretazione di Marlon Brando (Apocalipse now), la passionalità di Rita Hayworth, il fascino e ‘ambiguità i Marlene Dietrih, la fragilità della Marilyn e così via…”


Grazie Rita per quello che mi ha trasmesso con i tuoi quadri!
Bio

Classe 1964, di Ravenna (proprio dove ha sede il centro Internazionale di documentazione sul Mosaico), allieva del maestro Ruffini presso il Liceo Artistico Nervi e diplomata nel corso di Decorazioni all’Accademia delle Belle Arti sotto la guida di Luciano Caldari.
Durante gli studi accademici ha approfondito lo studio del mosaico attraverso la ricerca e lo sviluppo delle tecniche antiche e moderne.
Ha iniziato l’attività lavorativa partecipando al restauro del pavimento musivo nella Cattedrale di Otranto, per poi proseguire come mosaicista decoratrice presso la Sicis di Ravenna.

Nel 1992 si è trasferita in Veneto dove ha aperto il suo laboratorio artistico con servizi a privati e imprese.
Per anni si è occupata del mosaico come arte applicata nell’arredo interno ed esterno e ha collaborato con il Consorzio Veneto del Restauro. Nel 2012 ha avuto una parentesi professionale come scrittrice pubblicando il libro “Negri… Neri… Di colore… Di carnagione!!!” e una favola illustrata per bambini “Dove il fiume incontrò il mare”.

Con la maturità professionale è tornata alle origini recuperando ciò che di più importante le avevano insegnato i suoi maestri lo studio del ritratto.

Contatti
www.ritabenzonimosaici.com
www.instagram.com/rita.benzoni

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